Chi subentra al proprietario bonifica il sito inquinato

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Chi subentra al proprietario bonifica il sito inquinato

(www.quotidianodiritto.ilsole24ore.com)

La bonifica del sito inquinato può essere ordinata anche a carico di una società non responsabile dell’inquinamento, ma che sia ad essa subentrata per effetto di fusione per incorporazione nel regime previgente alla riforma del diritto societario. Anche per condotte antecedenti a quando la bonifica è stata introdotta nell’ ordinamento giuridico, i cui effetti dannosi permangano al momento dell’adozione del provvedimento. Lo sottolinea l’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato con la pronuncia 10/2019

Esaminando il caso della fusione per incorporazione, i giudici sottolineano che l’effetto tipico della fusione, cioè la successione negli obblighi della società incorporata (già previsto dall’ articolo 2504-bis del Codice civile in una prima versione), non è impedito dal fatto che l’accertamento dell’illecito ambientale possa eventualmente essere successivo all’ operazione straordinaria di fusione (com’ è accaduto nel caso esaminato).

Infatti, occorre tener presente l’epoca della commissione del danno all’ ambiente, che è mero presupposto del provvedimento di bonifica. Non vi è alcun ostacolo alla successione nell’ obbligo nella circostanza che lo stabilimento industriale da cui è provenuto l’inquinamento oggetto dell’ordine di bonifica non sia mai stato acquistato dalla società cui è stata imposta la bonifica , ma sia stata fatta oggetto di cessione di ramo d’azienda a terzi(in epoca precedente alla fusione per incorporazione della società responsabile dell’inquinamento. 

I giudici hanno applicato l’articolo 2560, comma 1, del Codice civile. in base al quale la cessione d’azienda non libera il cedente dei debiti dallo stesso contratti, tra cui quelli da illecito civile. Hanno inoltre aggiunto che la successione sul piano civilistico negli obblighi inerenti a fenomeni di contaminazione di siti e di inquinamento ambientale, in caso di operazioni societarie contraddistinte dalla continuità dell’impresa, pur a fronte del mutamento formale del centro di imputazione giuridica, consente di assicurare una miglior tutela dell’ambiente. 

Ciò, in particolare, può avvenire attraverso l’istituto, elaborato dalla prassi commerciale, della due diligence: è possibile, infatti, per il soggetto interessato all’ acquisto di un complesso aziendale venire a conoscenza del fenomeno da parte del cedente, autore dei fatti, e di concordare sul piano negoziale strumenti in grado di riversare su quest’ultimo le relative conseguenze sul piano economico (per esempio: attraverso garanzie per sopravvenienze passive), o altrimenti avvalersi dei rimedi civilistici per la responsabilità del medesimo cedente per omessa informazione.

In sintesi, la bonifica del sito inquinato può essere ordinata anche a carico di una società non responsabile dell’inquinamento, ma che sia ad essa subentrata per effetto di fusione per incorporazione, nel regime previgente alla riforma del diritto societario, e per condotte antecedenti a quando la bonifica è stata introdotta nell’ ordinamento giuridico, i cui effetti dannosi permangano al momento dell’adozione del provvedimento.

2019-10-24T07:43:31+00:00